IL MUSEOLOGO E IL MUSEOGRAFO

Eugenio Giliberti, l’artista napoletano che ha realizzato in plastilina il modello del Centro Arti Plastiche, è spesso intervenuto sugli spazi nei quali ha esposto con maquette che li riproducessero in scala, studiandone prima fondamenta e stanze.

Il museologo questa cosa la fa decisamente più a fondo: lo studio delle fondamenta e delle stanze è solo una piccola parte del suo lavoro che, oggi più che mai, è basato sulla comunicazione e l’analisi del comportamento del pubblico. Storico dell’arte di formazione (o comunque esperto nella disciplina fondante il museo) studia le opere delle collezioni e realizza il progetto scientifico del nascituro museo. In una professione che si è attualizzata, il museologo deve conoscere davvero a fondo le nostre reazioni ed emozioni per portare il museo da un piano estetico a uno etico.

Architetto votato esclusivamente alla passione per il museo è invece il museografo che appunto ‘scrive’ – e spesso ‘riscrive’ – i suoi spazi dando loro nuove forme e nuove destinazioni d’uso.  Imprescindibile per la creazione di uno spazio museale ex novo o di un intervento di restauro su un edificio storico, è la mente creativa e sapiente che progetta gli allestimenti delle mostre temporanee.

Tandem che viaggia sempre a braccetto e in sincrono occupandosi l’uno del contenuto e l’altro del contenitore.

Plastilina di Eugenio Giliberti

Eugenio Giliberti “Plastilina”, 2006, plastilina