IL SOCIAL MEDIA STRATEGIST

Sebbene i tratti astratti di Mario Negri non rendano immediatamente riconoscibili volti, braccia, colli e gambe, ad una seconda lettura eccola, la “Corale”, gruppo fisico di persone chiamato a raccolta su un piedistallo davanti a noi.

Il social media strategist fa più o meno la stessa cosa: posta, linka e twitta in maniera mirata per chiamare alla partecipazione un gruppo, moltitudine, centinaia, migliaia di persone dal virtuale – i social network – al reale – il suo evento.

Allora anche qui, come in Negri, i tratti astratti dei follower si fanno presenza fisica, riconoscibile: è questo il lavoro del social media strategist.

Sbaglia chi non lo considera un professionista con tutti i crismi: checché ne dica la vecchia guardia, il successo di qualsivoglia iniziativa passa oggi necessariamente dai social network che consentono, se usati con abilità, massima resa con una spesa relativamente minima.

Crismi, dicevamo, ma anche rischi: un errore social è un refuso di stampa moltiplicato per potenziali 20 milioni (gli utenti quotidiani di Facebook in Italia).

Corale di Mario Negri

Mario Negri “Corale”, 1962, bronzo

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