L’ART PRODUCER

Il producer di opere d’arte deve conoscere i materiali, le loro potenzialità ed i loro limiti, perché è colui che, a monte dell’opera, dà forma all’idea dell’artista, specie quando questi sa lavorare di concetto ma non di braccio.

Il producer, quindi, deve essere al tempo stesso esteta e chimico, sapere come si lavorano la pietra e la plastica, l’acrilico e il digitale.
Il producer è braccio destro e sinistro dell’artista concettuale.

L’opera di fronte a voi ha una storia produttiva sicuramente affascinante e inconsueta. L’artista francese Gaillard, in occasione della XIV Biennale Post Monument, volle realizzare un monumento alla forza di un sopravvissuto e, ancor prima di avere la minima idea della sua eventuale esistenza, decise di esporre un frammento di marmo superstite delle lobby delle Torri Gemelle di New York.

A questo giro poco contarono le conoscenze di materie e materiali: al producer  toccarono lunghe telefonate intercontinentali ed un estenuante percorso investigativo che portò al reperimento e alla successiva donazione del frammento sopravvissuto. Gaillard – o, meglio, di nuovo lui, il suo producer – ci costruì attorno una teca di marmo che, dai giardini di piazza Gramsci, guardava alle materne cave. Operazione riuscita grazie alla forza insita nella materia e a quella messa a servizio dell’idea da parte del producer.

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Cyprien Gaillard ” Untitled”, 2010, marmo

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