L’UFFICIO STAMPA

Che le parole fossero importanti lo diceva già Nanni Moretti: che siano vitali ve lo confermerà qualsiasi impiegato nel mondo della comunicazione. Vitali perché, sulla scelta di un singolo vocabolo, può giocarsi la riuscita di un evento, di una mostra – ed il lavoro di chi l’ha creata, di chi l’ha organizzata. L’installazione luminosa di Panayotìdis intreccia lettere e parole, significato e significante, in un rebus di immediata risoluzione. E’ una lingua efficace quindi, la sua, come efficaci devono essere le scelte linguistiche di un ufficio stampa.

L’ufficio stampa è parte integrante di qualsiasi progetto: lavora a stretto contatto con il team organizzativo, studia il contesto a tuttotondo, conosce i pregi (e li esalta), sa i difetti (e li salta), scrive i comunicati e tutti gli apparati scritti dando chiavi di lettura il più possibile inedite.

L’ufficio stampa comunica il progetto a giornalisti e redazioni, a giornali, web, radio e tv, scegliendo, di volta in volta, il registro linguistico più adatto, usando le parole giuste per il target a cui vuole parlare.

Una parola sbagliata e anche la più valida delle iniziative può fallire.

È  un lavoro multi sfaccettato e pluridisciplinare: serve sì saper scrivere, serve ancor di più curiosità intellettuale, ma serve anche tanta, tantissima resistenza fisica (fate due conti sul numero di redazioni di quotidiani, settimanali, mensili, televisioni, radio, internet nella sola Italia; moltiplicatelo per mail, contatti e telefonate; adattatelo all’orario di lavoro e alle scadenze di ciascun collaboratore delle suddette testate, giornalista pubblicista o tesserato che sia: capito il perché, della resistenza fisica?)

Vedo dove devo di Nakis Panayotidis

Nakis Panayotidis “Vedo dove devo” 2006 installazione neon, supporto di alluminio

 

 

Annunci